TORNARE SELVATICI stile di vita anzichè farmaci, incontro con Luca Speciani

Donna nel bosco

La nostra biologia è dell’uomo cacciatore-raccoglitore. La medicina di segnale invita ad adottare uno stile di vita consono, per prevenire e superare numerosi disturbi derivati dallo stile di vita moderno, senza necessità di trattamenti farmacologici.

Medico, agronomo, nutrizionista Luca Speciani è ideatore della medicina di segnale, una filosofia medico scientifica che ha individuato in alimentazione, movimento e stile di vita gli strumenti cardine per la salute psicofisica. Oggi numerosi medici e terapisti, soprattutto in Italia, applicano i principi della medicina di segnale che si possono apprendere ora anche alla Scuola Svizzera di Medicina di Segnale di Lugano, che si rivolge ai professionisti del settore sanitario.

«Se prendiamo un tavolo lungo due metri immaginando che rappresenti l’evoluzione umana sulla Terra, dai primi uomini a oggi, il moderno stile di vita compare negli ultimi millimetri. La nostra biologia non è dunque progettata per la vita moderna, ma per lo stile di vita dell’uomo cacciatore e raccoglitore», spiega Speciani. La medicina di segnale – e la dieta di segnale, o dieta GIFT, che ne è stata precorritrice – partono da questa evidenza, dimostrata scientificamente in più modi, per comprendere quali siano i meccanismi che favoriscono la salute dell’essere umano. Per fare un solo esempio: «La sedentarietà porta all’aumento della massa grassa e a stati infiammatori in quanto in epoca preistorica una persona che non si muoveva era malata, ferita o indebolita. In quelle condizioni si tratta di reazioni fisiologiche adeguate che hanno garantito la sopravvivenza e per questo parte del nostro patrimonio genetico».

L’obbiettivo della medicina di segnale e della dieta GIFT è dunque adottare uno stile di vita consono alla nostra biologia evitando in questo modo l’insorgere di numerose patologie o favorendone la regressione. La medicina di segnale è avvalorata dalla pratica clinica e da numerose evidenze scientifiche e studi che mostrano i meccanismi con cui il nostro corpo regola i suoi processi biochimici attraverso il sistema ormonale, e come questo può essere influenzato dalle nostre abitudini.
I principi cardine della medicina di segnale non si scostano troppo dai consigli per un’igiene di vita salutare che in tanti conosciamo: alimentazione con una giusta dose di frutta, verdura, cereali integrali, proteine e grassi di qualità e povera in zuccheri e farine raffinate. Attività fisica regolare, meglio se quotidiana, anche in forma moderata. Momenti di piacere, gioia e rilassamento e riduzione degli stress.
Niente di nuovo dunque? Non proprio. Il cambio di paradigma è rappresentato dal fatto che per il medico di segnale la cura dello stile di vita rappresenta la medicina e soppianta di fatto il ricorso a medicamenti. Lo stile di vita è al centro della cura, contrariamente a quanto avviene nella pratica clinica tradizionale in cui risulta essere una sorta di contorno la cui messa in atto è a totale discrezione del paziente, e spesso non avviene.

Come convincere una persona a modificare le abitudini?
«Un’abitudine si può cambiare in tempi relativamente brevi ma è necessaria la volontà. Una caratteristica della Medicina di segnale è la deprescrizione farmacologica. Lavoriamo per eliminare o ridurre la necessità di interventi farmacologici e otteniamo questo risultato principalmente modificando le abitudini di vita ed eventualmente integrando con il sostegno di trattamenti naturali. La maggior parte delle persone che si rivolgono a un medico di segnale ha già fatto suo questo obbiettivo, o desidera in tutti i casi migliorare la sua salute. Questo fa sì che le persone di regola abbiano già la necessaria motivazione al cambiamento.
Nella medicina di segnale si crea un’alleanza tra medico e paziente. Personalmente, come medico, spiego alle persone i motivi per cui modificare una certa abitudine porterà benessere nella sua vita. Si studiano insieme strategie applicabili secondo la situazione e la personalità di ognuno. Monitoriamo insieme risultati e progressi e cerchiamo soluzioni applicabili sul lungo termine, affinché il cambiamento sia reale e duraturo. Talvolta, inizialmente, è necessario uno sforzo, per esempio per convincere una persona estremamente sedentaria a praticare movimento. Con il tempo, però, la persona riscopre il piacere di muoversi, percepisce i benefici di una corretta alimentazione, gode di una ritrovata libertà in cui gli assilli quotidiani vengono ridimensionati, o gestiti in modo migliore, e si fa più spazio alla gioia di vivere. Quando sentiamo cosa ci fa bene rinasciamo a noi stessi, guariamo la nostra vita, recuperiamo in salute ed energia e abbracciamo il cambiamento con motivazione e piacere».

Lei è ideatore della medicina di segnale e fermo sostenitore della deprescrizione. Cosa l’ha portata a questo?
«Mio padre – Luigi Speciani (medico psicosomatista e autore di ‘L’uomo senza futuro’ – ‘Nella medicina riumanizzata l’alternativa per sopravvivere’ e ‘Di cancro si vive, l’ipotesi psicosomatica’) – credeva molto nella medicina naturale e all’importanza di una medicina che considerasse tutti gli aspetti del paziente, inclusi quelli psichici e le esperienze di vita.
Negli anni Settanta, quando in Italia in ambito oncologico si promuovevano in modo massiccio e unilaterale i trattamenti chemioterapici, mio padre è stato molto attivo nel promuovere un approccio alternativo, umanista e olistico. Sicuramente sono stato influenzato da lui, da un pensiero che condivido e di cui sono erede.
Prima di divenire medico a mia volta, ho conseguito il dottorato in scienze agrarie mentre mio fratello Attilio praticava come medico immunologo. Già allora mi occupavo di sport e alimentazione in quanto atleta e consulente, affiancando anche mio fratello con pazienti che necessitavano di dimagrire ottenendo ottimi risultati, è così che è nata la dieta GIFT, acronimo di Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono; un approccio che mette al centro la regolazione del metabolismo. Capisco che possa sembrare paradossale ma in questo mi sono stati di aiuto gli studi di agronomo alimentarista, ambito nel quale si studia come fare in modo che un animale produca più muscolo, più massa grassa, oppure la perda, lentamente o velocemente a seconda del bisogno; e alcuni di questi processi li ritroviamo nell’essere umano per cui mi sono stati utili per comprendere la nostra fisiologia.
Dopo questa esperienza sono divenuto medico chirurgo e ho conseguito un master in nutrizione, sempre guidato dall’intento di approfondire i meccanismi che conducono in modo naturale alla salute psicofisica, osservando i segnali di guarigione provenienti dall’esterno (ambiente, cibo, esperienze) e dall’interno (segnali biochimici, epigenetica, interpretazione eventi, metabolomica, infiammazione, stress, segnali ormonali, eccetera). Possiamo dire che la medicina di segnale è l’applicazione dei principi della dieta GIFT alla salute globale della persona».

Nella sua più che decennale esperienza medica lei non ha mai prescritto un farmaco allopatico e ne ha invece deprescritti molti. Non è pericoloso?
«La Medicina di segnale deprescrive i farmaci inutili, dannosi, quelli il cui uso è spinto da interessi commerciali o quelli i cui effetti collaterali sono superiori ai vantaggi. Deprescriviamo spesso farmaci per la tiroide (nel 95% dei casi), le terapie sostitutive ormonali (se gli ormoni sono bassi c’è un motivo e lavoriamo su quello), i farmaci per abbassare colesterolo e trigliceridi (il colesterolo esprime un bisogno di materia prima pre-ormonale), i cosiddetti gastroprotettori, molti farmaci per il diabete, i soppressori delle risposte allergiche o delle risposte febbrili e altri.
Il tutto avviene sotto una costante supervisione dello stato di salute e con una gradualità adeguata alle condizioni del paziente. Mentre spesso questi farmaci tengono semplicemente a bada i sintomi e non sono scevri di effetti collaterali, intervenendo sullo stile di vita andiamo, invece, a lavorare sulle cause ottenendo un miglioramento significativo dello stato di salute con effetti positivi generali sul benessere della persona e sui costi della salute.
Detto questo, naturalmente, esistono ambiti in cui il farmaco può rivelarsi utile se non un salva vita, il nostro impegno è identificare tutte quelle situazioni che si possono affrontare in altri modi con ottimi risultati».

Da cinque anni vive in Ticino ed è attivo in modo particolare come divulgatore.
«Da quando sono in Ticino ho uno studio in cui offro consulenze per la salute ma non opero più in qualità di medico.
Ho partecipato alla fondazione della Scuola Svizzera di Medicina di Segnale (SAAN) di Lugano di cui sono direttore scientifico. La scuola si rivolge agli attori del settore sanitario: medici, farmacisti, psicologi, infermieri, terapisti, naturopati eccetera, con un percorso formativo intensivo organizzato in finesettimana, al termine del quale si diviene professionista nella medicina di segnale.
Grazie anche al lavoro svolto negli anni in Italia oggi centinaia di medici e professionisti della salute propongono i principi della medicina di segnale contribuendo alla sua diffusione, al suo continuo sviluppo, alla produzione di materiale scientifico, oltre che alla salute delle persone senza ricorrere ai medicinali».

Luca è direttore scientifico della rivista italiana L’altra medicina che tra i tanti temi legati alla salute approfondisce i numerosi aspetti dell’approccio di segnale, è autore di oltre venti libri sul tema della salute e dell’alimentazione che permettono di approfondire principi e visione della dieta GIFT e della Medicina di segnale. L’ultima sua opera si intitola: Primitivi e felici. La civiltà è un’illusione, resistere è possibile? (Tecniche Nuove 2024). Un volume che va al fondamento della Medicina di segnale mostrando come la vita degli uomini primitivi non fosse misera e piena di privazioni, come in tanti pensano, ma libera e appagante, e poteva protrarsi più a lungo di quanto comunemente ritenuto. Oltre a fornire una diversa visione della preistoria, il libro ci mostra da dove veniamo e dunque chi siamo, portando a riflettere su come potremmo e perché sarebbe auspicabile riportare nelle nostre vite alcuni degli aspetti che hanno governato le esistenze dei nostri antenati fino all’altro ieri.