Di Clarissa Semini
In marzo in Svizzera si celebra la festa dei nonni. Se fosse l’occasione per diventare nipoti di qualcuno che non conosciamo e realizzarne un desiderio? Cristina Piccioli, assieme a Katerina Neumann, Laura Chiesa, Laura Bianchi e Federica Cavadini, ha dato vita nel 2021 all’Associazione Nipoti si diventa.
«In molti non hanno la fortuna di conoscere e vivere i propri nonni e, per chi ne ha assaporato la presenza, la mancanza resta pulsante per tutta la vita. L’unicità così preziosa della relazione nonno-nipote rappresenta un patrimonio culturale che va preservato e condiviso. È stata questa consapevolezza la spinta propulsiva a dar vita al progetto. Oggi sappiamo che è apprezzato e risponde al bisogno di coltivare relazioni e dare la possibilità a diverse generazioni di incontrarsi, conoscersi e insieme realizzare sogni».
Attualmente l’Associazione collabora con una quarantina di case anziani del Ticino e altre desiderano aderire. Tenendo conto che in tutto sono una sessantina, è un grande successo.
«Sì, proprio grazie alla risposta entusiasta sia delle case sia dei vari centri diurni abbiamo preso il via; altrettanto fondamentale è il contributo dei nipoti volontari che si sentono chiamati a realizzare il desiderio di qualcuno. Chi ha aderito ha compreso che non si tratta di un’attività in più da gestire ma di offrire agli anziani la possibilità di sognare ancora, raccontarsi motivando il proprio desiderio, aprirsi con curiosità all’incontro con qualcuno mai visto prima, vivere un’esperienza fuori dal contesto abituale».
Come reagiscono alla richiesta di esprimere un desiderio?
«Spesso la prima risposta è «Non mi serve niente». L’operatrice, stimolandone la fantasia, li accompagna a desiderare qualcosa per sé e a esprimerlo. Una volta individuato un desiderio, si indaga sul perché. È proprio nel motivo nascosto dietro al desiderio che risiede il potenziale del progetto. Non è importante una sciarpa blu di per sé ma nel desiderarla è custodito il ricordo del mare che non si potrà più vedere. Magicamente accade che, chi decide di regalarla, si ritrova a parlare del mare che ama tanto. Racconti e ricordi si intrecciano e avviene l’incontro tra anime che va oltre l’oggetto e l’età».
I nipoti ufficiali cosa dicono?
«Accolgono l’idea con gioia. Comprendono che non si tratta di rubargli il posto e che, al contrario, introdurre una nuova persona stimola l’anziano ad aprirsi, spesso lo rende più attivo e partecipe nella loro relazione con novità da raccontare ai propri famigliari. Solo in un paio di casi c’è stato un rifiuto da parte dei parenti. L’hanno vissuto come un giudizio rispetto alla loro presenza (o assenza) nella vita dell’anziano. Abbiamo accolto la loro decisione spiegando il nostro autentico intento e l’averne parlato per noi è comunque un traguardo».
Ad oggi sono stati avverati quasi cinquecento desideri: cinquecento incontri, cinquecento nuovi nipoti.
«Cinquecento esperienze e tante emozioni! Dietro le quinte noi cinque siamo costantemente operative nel coordinare, mediare, organizzare, ecc. È un grande impegno che svolgiamo nel nostro tempo libero e siamo testimoni della bellezza e del bene che genera. Abbiamo dato il via al progetto nel pieno delle restrizioni da covid, affrontando con rispetto e determinazione le limitazioni che incontravamo. L’isolamento al quale gli anziani sono stati sottoposti andava sanato e colmato. Infatti, la maggior parte dei desideri raccolti non riguardano beni materiali bensì esperienze e voglia di condivisione. Alle nostre latitudini, gli anziani nelle case di riposo hanno tutto ciò che serve loro: un tetto sopra la testa, abiti e cibo, cure sanitarie. I loro bisogni primari sono soddisfatti, allo stesso tempo però li abbiamo emarginati. Quello che vogliamo davvero chiedere, con il pretesto del desiderio, è: «Sei felice? C’è qualcosa che potrebbe renderti ancora più felice?». Durante il periodo della pandemia si è evidenziata ancor più l’importanza delle relazioni e oggi ne siamo tutti maggiormente consapevoli. Il personale delle case anziani ci ha raccontato di aver perso il sostegno di molti volontari che temevano eventuali contagi. Nipoti si diventa sta riempiendo anche questo vuoto perché, spesso, una volta realizzato il desiderio, i nipoti acquisiti mantengono accesa la relazione e da cosa nasce cosa. Per esempio, dalla nipote che ha realizzato il desiderio di lettura di un libro, è arrivata la proposta di tenere regolarmente momenti di lettura aperti a tutti. Una signora voleva andare al cinema per la prima volta in vita sua. Il suo nuovo nipote ha predisposto a cinema una sala privata di registrazione così da non avere barriere architettoniche. Alla visione del film sono state invitate alcune amiche per poter condividere insieme un momento speciale e insolito. Assistendo a queste esperienze, si osservano gli anziani sbocciare: all’inizio sono titubanti, non sanno bene cosa li aspetta e stanno un po’ sulle loro. Man mano che entrano nel vivo dell’evento, dell’incontro e della conoscenza reciproca, iniziano ad aprirsi. Sui volti appaiono grandi sorrisi e occhi luminosi, si lasciano andare a chiacchiere e risate. Se all’inizio arrivano lentamente e un po’ curvi su sé stessi, quando se ne vanno sembrano saltellare di gioia».
Un desiderio che ti ha toccata particolarmente?
«Premetto che sulla piattaforma vengono caricati solo desideri verificati e fattibili. Un signore aveva espresso di voler ritrovare la sorella perduta. All’operatrice non risultava ne avesse una ma lui ha spiegato che erano stati separati tanti anni fa. Si decise quindi di mettere online la richiesta e una coppia di giovani si fece avanti. Durante il loro primo incontro, con lo scopo di raccogliere informazioni necessarie a dare il via alla ricerca, l’anziano ha raccontato la propria storia e condiviso ricordi e sentimenti che aveva nel cuore, mai svelati prima. Infine i due giovani sono riusciti a trovare la donna che abita a Roma. Non è stato possibile farli incontrare di persona ma fratello e sorella hanno avuto una lunga telefonata e una settimana dopo lui è morto. Per tutte le persone coinvolte è stato un dono immenso essere testimoni di questo ricongiungimento e del sollievo che ha portato nello spirito dell’anziano. Il compimento di un desiderio e la rimozione di un peso che si portava dentro da tutta la vita che lo ha infine reso libero, nella sua forma più elevata».
C’è un’importante partecipazione giovanile (il 40% dei nipoti finora si situa tra i 25 e i 40 anni).
«Un ragazzo, trasferitosi a Zurigo per lavoro, ha trovato nel suo nuovo nonno una ragione per tornare regolarmente in Ticino, da dove con dispiacere si sentiva sradicato. Il contatto umano sprigiona un’impareggiabile ricchezza. Uno dei nostri intenti era quello di stimolare connessioni tra differenti generazioni proprio perché, avendo avuto il privilegio di vivere i nostri nonni, conosciamo l’incommensurabile valore di questo tipo di relazione. Ogni incontro è magico! La vita unisce nonni e nipoti adottivi in un’alchimia perfetta: due sconosciuti, con un apparente divario di 40-50 anni tra loro, si ritrovano ad avere interessi comuni di cui parlare. Ogni esperienza è un viaggio nel viaggio, l’incontro tra la storia di una vita che improvvisamente alimenta quella di un’altra persona e insieme si fondono nella felicità della conoscenza e dell’esperienza condivisa».
Nipoti si diventa permette lo scambio di doni che vanno ben oltre il materiale.
«Vogliamo onorare gli anziani, annaffiare le loro radici che sono anche la nostra origine e attingere alla loro linfa così colma di vita e sapienza. Continueremo a coinvolgere le varie strutture nella Svizzera italiana predisposte alla loro cura e a organizzare momenti d’incontro comunitari. Sul sito è a disposizione una pagina dedicata ai volontari dove si possono iscrivere offrendo le loro capacità e disponibilità (dal canto al disegno, al fare a maglia o semplicemente offrirsi per quattro chiacchiere, gruppi di lettura, ecc.). Abbiamo molte idee e per concretizzarle l’Associazione ha bisogno di donazioni da parte di sostenitori. Su nipotisidiventa.ch si trovano tutti le informazioni e i desideri in attesa di essere realizzati».
