Di Anna Martano.
La discalculia non è riconosciuta ed è poco studiata sia per la sua relativamente esigua diffusione, sia perché la si confonde con generiche difficoltà che molti alunni hanno nel capire la matematica, spesso percepita come materia ostica a prescindere.
Questa caratteristica, che comporta esitazioni nel riconoscere e manipolare i numeri, lentezza e imprecisione nelle operazioni di calcolo anche semplici e confusione nel ricordare le cifre o gli oggetti in ordine, fa parte dei DSA, cioè dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, caratterizzati da difficoltà nell’acquisizione di specifiche nozioni e abilità dovute non a scarsa intelligenza o deficit cognitivi, ma a uno sviluppo neurologico atipico. Altri DSA più noti sono dislessia (riguardante nello specifico la lettura che risulta scorretta, faticosa e lenta); disgrafia (che coinvolge i processi di elaborazione grafica) e disortografia (disturbo della scrittura che riguarda l’ortografia). Come leggiamo nell’introduzione a «Discalculia. Un manuale di convivenza», «il disturbo specifico del calcolo si manifesta da subito: memorizzare i simboli dei numeri arabi e associare a ognuno una quantità, ricordare fatti numerici, contare a due a due, sono già scogli quasi insormontabili», a differenza di generici problemi nella comprensione delle regole della matematica, che si evidenziano solo quando queste si fanno più complesse e la loro applicazione più difficile.
Il manuale, scritto a quattro mani da Paola Ciccocioppo Jaumin e Valentina Cherubini «raccoglie l’esperienza decennale del laboratorio specialistico il Punto, con ragazzi discalculici di età compresa tra i 12 e i 20 anni e si rivolge particolarmente a loro e alle figure professionali e famigliari che li supportano, in modo diretto e molto operativo» (cit. discalculia.ch).
L’autrice, ex ingegnere gestionale ora tutor dell’apprendimento, vanta un curriculum di tutto rispetto nell’ambito della didattica per studenti con DSA. È promotrice, a Lugano, di un progetto di formazione specifica per tutor dell’apprendimento per ragazzi con DSA. È autrice dei corsi della serie «La matematica amica», e mamma di due ragazzi dislessici (uno dei quali ora è un ingegnere biomedico, e l’altra una brillante studentessa universitaria), grazie ai quali ha potuto osservare da vicino la fatica, lo sconforto e le frustrazioni che accompagnano un ragazzo con DSA durante tutto il suo percorso scolastico.
Il manuale si propone come uno strumento in grado di aiutare concretamente e operativamente gli studenti discalculici, e fornisce gli strumenti per attuare un’efficace strategia di studio, insegnando come prendere le distanze dal contingente, osservare se stessi e le proprie reazioni e riflettere sui propri stati mentali.
Due gli obiettivi del libro: da una parte, creare «consapevolezza di cosa sia la discalculia e di come funzioni il pensiero matematico» e dall’altra, «guidare il ragazzo a ragionare sul metodo di studio e a cercare strategie per migliorare la sua capacità di risoluzione degli esercizi». Non sono tanto le nozioni a essere trasmesse (per quanto nella prima parte ci sia un’introduzione alla discalculia e si spieghi in cosa consista, o meglio, si spieghi come spiegarla ai discalculici), quanto una serie di accorgimenti utili a collocare la propria esperienza di discalculico in una griglia dalla quale tutto appaia più comprensibile e gestibile.
Il libro si può acquistare sul sito discalculia.ch e su Amazon.
Segnaliamo inoltre la pagina Facebook «IL PUNTO di Paola Jaumin», con iniziative e informazioni inerenti i DSA. Uno spazio privilegiato per ragazzi, genitori e insegnanti in difficoltà a causa dei DSA e che qui possono trovare una soluzione, un parere autorevole o riflessioni nelle quali riconoscere la propria storia e sentirsi meno soli.
DISCALCULIA Un manuale di convivenza
