Yogurt e kefir mantengono il micorbiota umano in equilibrio? Lo abbiamo chiesto a Il dottor Luciano Lozio, laureato in Farmacia ed esperto del microbiota. “Nello yogurt non è presente il lattosio, a cui molte persone sono intolleranti, e la proteina K del latte è già pre-idrolizzata, favorendone la digeribilità”, è la sua risposta; “la trasformazione del latte in yogurt è opera di due microrganismi che, trasformando il lattosio in acido lattico, sono stati chiamali fermenti lattici. Questi batteri sono ben diversi dai probiotici umani, anche se spesso sono identificati come tali. I batteri contenuti nello yogurt sono specifici per i bovini e lavorano a temperature decisamente più elevate di quelle del corpo umano. Benché lo yogurt sia un ottimo alimento, non è un preparato in grado di colonizzare efficacemente l’intestino di una persona che abbia bisogno di probiotici”. E il kefir, cioè il prodotto simile allo yogurt (ma leggermente alcoolico e dal sapore più acidulo) il cui nome deriva dalla parola armena keif, ovvero benessere, e che è considerato il segreto della longevità dei popoli del Caucaso? Esso subisce un processo di fermentazione differente rispetto allo yogurt, nel corso del quale perde alcune vitamine (che lo yogurt mantiene) ma guadagna in concentrazione di vitamine del gruppo B (compreso l’acido folico) e in fermenti lattici. Questo “mix” si rivela più efficace dello yogurt classico per ripristinare la flora batterica intestinale. Tuttavia, lo specialista ha spiegato che un batterio svolge un compito e uno solo, al massimo due. Nel caso si verifichi un problema, è fondamentale capire in quale zona dell’intestino esso sia localizzato, in cosa consista e quale sia il batterio più adeguato ad agire per quel disturbo e in quella zona, perché ogni microrganismo esplica le sue funzioni solo in un determinato tratto dell’intestino. Per svolgere davvero una funzione salutare, devono esserci le giuste dosi di batteri, che siano specifici (umano compatibili) e competenti, capaci di aderire alle pareti intestinali, tollerati e riconosciuti dal nostro sistema immunitario, e infine in grado di formare colonie permanenti e di rinnovarsi per più generazioni all’interno dell’intestino.
Yogurt o kefir per la salute intestinale?
